PGM V8, supernaked da 334 cavalli

Gianluca Salina

E’ datata 2014, ma la PGM V8, finora ultima realizzazione di Pat Maloney, merita di essere citata tra le moto recenti con le caratteristiche più particolari, dal momento che il suo motore, un V8 di 2000cc, è stato realizzando accoppiando due bancate Yamaha R1 di metà degli anni Duemila. Il risultato è esplosivo: 334 cavalli e 214 Nm di coppia.

Prendete un australiano che di nome fa Paul G. Maloney e vanta, tra le sue innumerevoli esperienze, quella di meccanico in Superbike ed in F1 con Sauber, dove fece parte del team che sviluppò il tre cilindri utilizzato sulla Petronas FP1. Lasciategli campo libero in fatto di due ruote e vedrete cosa vi combina. La sua ultima fatica (che in realtà risale a fine 2014) è la PGM V8 (dalle iniziali del suo nome e cognome) una maxi-naked decisamente particolare sotto molti punti di vista.

La sigla tradisce anche e da subito l'architettura del motore, un 8 cilindri a V realizzato accoppiando due bancate di altre unità motociclistiche. Per la sua creazione, Maloney aveva inizialmente pensato di utilizzare due propulsori Kawasaki ZX-7RR, cosa che avrebbe originato una cubatura di 1500 cc. Poi però ha scoperto che le unità della Yamaha R1 di metà anni 2000 hanno la stessa larghezza ed ha optato per questa soluzione.

Il risultato è un motore in grado di sviluppare 334 cavalli a 12800 giri ed una coppia di 214 Nm a 9500 giri, con il tutto gestito da una centralina Motec M130. Maloney ha scelto, per la sua creatura, di ricorrere alla soluzione mista che prevede un telaio in tubi al cromo-molibdeno ma anche l'impiego del motore come elemento stressato della struttura, affidandosi ad un forcellone posteriore in alluminio con capriata rovesciata.

L'angolo del cannotto di sterzo della PGM V8 è di 25,5° ed il peso complessivo dichiarato della moto è di 242 kg. Le sospesioni sono Ohlins. All'anteriore trova posto una forcella FGRT 301 con steli da 48mm, mentre al posteriore c'è un mono TTX36. I cerchi sono dei Marchesini forgiati, mentre il comparto freni si affida a pinze Brembo GP4 e dischi da 320mm all'anteriore e ad una P4-34 con disco da 220mm al posteriore. Lo scarico è Akrapovic.

Una realizzazione così particolare, che ha richiesto ben sei anni per essere portata a compimento, non può essere ordinaria nel prezzo. Pertanto, se volete metterla in garage, dove preparare il vostro spirito (ma soprattutto il vostro conto in baca) a dover fare a meno di 180 mila dollari (circa 150 mila Euro al cambio attuale).

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